Marzo

Ti svegli una mattina di marzo, col sole in un occhio e una lacrima nell’altro. Poi il tepore di un abbraccio intorno ti fa nascere il bene dentro e sembri guarire.
Ti svegli stamattina, la pioggia che batte, il cane che pianta i suoi grandi occhi dentro i tuoi e sei guarita. Cos’è successo? La vita ti si è infilata nel letto.
Hai la forza tutta stirata per le gambe. Una tazza di tè, due biscotti al cioccolato, tre bignè, è la tua prima colazione da far schifo e in più sono le dieci, prima colazione mica tanto, se eri un’altra, ti propinavano il brunch, per dirne una. Che parola: brunch. E se negli ultimi tempi i tuoi pensieri non galleggiano ma sprofondano, dev’esserci per forza un motivo ma, oggi, non ti interessa. Oggi decidi che qualcosa ha spazzato il grigio e c’è il sole, marzo, il cielo intero, senza graffi.
La casa è piena di musica, l’ascolti forte. Forte che diventi tutta una canzone.

Tra un po’ sorridi, già sorridi.